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The Youth Radio | La Storia

13-02-2026 11:15

Enrico Cavallino

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The Youth Radio | La Storia

La Storia di The Youth Radio raccontata dal suo ideatore Enrico Cavallino

The Youth Radio non è stata solo una web radio: è stata una piccola rivoluzione nata dentro una cameretta, con l’idea semplice e potente di dare voce ai ragazzi, usando internet come ponte tra storie, musica e sogni condivisi.
 

Le origini: Un’idea più grande della cameretta
Come racconto anche nella mia storia personale, tutto nasce da una domanda: “Come posso creare un luogo in cui i giovani possano parlare, sentirsi ascoltati e imparare qualcosa dalla voce dei loro coetanei?”.

 

Non avevo un grande budget, non avevo uno studio professionale, ma avevo una certezza: il web poteva diventare il nostro “palco”, e un microfono il modo per accorciare le distanze tra i ragazzi di Sciacca e non solo.
Cominciai così, con dei fogli A3 sparsi sul tavolo: tracciavo flussi, connessioni, bozze di palinsesto, schizzi del portale, e immaginavo come un ragazzo qualunque potesse aprire il sito, premere play e sentirsi parte di qualcosa di nuovo.

 

Quando il primo prototipo fu pronto e riuscì a mandare in onda una prova con un microfono base, capii che non era più solo un esperimento: aveva bisogno di diventare un progetto vero, con radici e responsabilità. Fu in quel momento che mi rivolsi ai miei genitori.
Spiegai loro l’intero disegno: la sede in casa, la regia montata in cameretta, il passaggio di ragazzi, le dirette, il sogno di creare una “radio dei giovani” accessibile a tutti. Non si limitarono ad ascoltare: decisero di crederci insieme a me, sostenendomi nell’organizzazione quotidiana di quella che, poco alla volta, stava diventando una piccola emittente.

Il test nelle scuole: Capire prima di trasmettere
Prima di andare seriamente in onda, avevo bisogno di una cosa fondamentale: capire davvero cosa interessasse ai ragazzi.
Così preparai un piccolo test da distribuire nelle classi della mia scuola, un questionario semplice ma diretto: argomenti preferiti, generi musicali, curiosità e una domanda che per me era la chiave: “Ti piacerebbe essere uno speaker?”.


Quelle risposte furono il primo vero “database” di The Youth Radio.
Mi permisero di costruire un palinsesto che non fosse calato dall’alto, ma cucito intorno ai gusti e alle aspettative dei ragazzi: programmi leggeri, musica, attualità, scuola, racconti di viaggio, sogni da condividere in diretta.

 

Da quei questionari nacque anche la prima squadra: una selezione di studenti che avevano avuto il coraggio di dire “sì, voglio provare a stare dietro al microfono”, e che sarebbero diventati i primi speaker ufficiali di The Youth Radio.


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29 aprile 2013: è il giorno che non dimenticherò mai.

La mia cameretta era irriconoscibile: cavi ovunque, PC, mixer, cuffie, un logo pronto ad accendersi online e una ventina di ragazzi stipati, emozionati, in attesa del proprio turno per parlare.


Il conto alla rovescia fu quasi surreale: 3…2…1… On Air.
In quell’istante, una stanza di casa si trasformò in una radio vera, e quelle voci, piene di emozione e incertezza, uscirono dal confine delle quattro mura per arrivare nei computer e negli smartphone degli ascoltatori.

 

Alla fine della giornata, il contatore segnava oltre 1000 ascolti: per un primo giorno, con una web radio nata da una cameretta, era molto più di un numero. Era la prova che l’idea funzionava, che i ragazzi avevano voglia di ascoltare e di essere ascoltati.


Da lì cominciò un viaggio durato tre anni, fatto di cambiamenti, miglioramenti tecnici, persone nuove e tanta, tantissima passione.


Crescita, nuovi speaker e una vera “Radio dei Giovani”
Già dal secondo anno iniziarono i primi cambiamenti. Alcuni speaker andarono via, altri arrivarono: per entrare in palinsesto proponevo piccoli test, brevi prove di conduzione, idee di format. Non cercavo professionisti, cercavo autenticità: ragazzi che avevano qualcosa da dire, che fossero disposti a mettersi in gioco.

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Il sito fu rinnovato più volte: nuova grafica, una struttura più solida, sezioni dedicate ai programmi, alle repliche, ai contatti.

Arrivarono nuovi format, nuove fasce orarie, nuovi loghi che raccontavano il percorso di una radio che stava crescendo insieme ai suoi protagonisti.


The Youth Radio cominciava a diventare, a tutti gli effetti, un punto di ritrovo digitale per i giovani del territorio.

In pochi mesi aumentò anche il numero delle figure coinvolte: non solo speaker, ma fotografi, tecnici di regia, persone che si occupavano di social, piccole squadre spontanee che avevano voglia di imparare e di contribuire. Era una palestra, non solo di comunicazione, ma anche di collaborazione: ognuno portava un pezzo e il risultato era sempre maggiore della somma dei singoli.

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La svolta della Radio Visione
A un certo punto capimmo che non bastava più farci ascoltare: dovevamo anche farci vedere.


Gli ascolti erano in crescita, i programmi consolidati, e le tematiche parlavano sempre di più del mondo giovanile, tra musica, scuola, esperienze, attualità locale.
Decidemmo allora di fare un passo in avanti ambizioso: investimmo su nuova regia e telecamere per trasformare la radio in Radio Visione.

 

Dal marzo 2014 non si poteva solo ascoltare The Youth Radio: si poteva anche guardarla, in diretta, da PC, smartphone o tablet.

Le facce degli speaker, le reazioni spontanee, i sorrisi, le emozioni in studio: tutto divenne parte integrante dell’esperienza. 

La radio si trasformò in qualcosa di ancora più vivo, multipiattaforma, capace di parlare un linguaggio più vicino a quello dei ragazzi.
Questo salto portò con sé nuove opportunità: crescevano gli ascolti, aumentavano le richieste, arrivavano le prime collaborazioni con enti, associazioni, realtà del territorio che vedevano in The Youth Radio un partner giovane, fresco e competente.


Le dirette esterne: portare la voce tra la gente
Con la crescita del progetto, nacque una nuova sfida: non rimanere chiusi in studio, ma portare la radio in mezzo alla città.
Iniziarono così le prime dirette esterne, con regia mobile, microfoni sul campo, interviste e collegamenti in tempo reale dagli eventi.
 

Tra le dirette più importanti trasmesse da The Youth Radio:
    •    Castello Luna “Benefit Olive Business BOB”.
    •    XVI Campionati Siciliani 4ª Categoria di Tennis.
    •    Carnevale di Sciacca 2014.
    •    Discolove 2014.
    •    Carnevale di Sciacca 2015.
    •    Sciacca Fashion Week 2015 (Official Media Partner).
    •    Torneo calcistico “Un Calcio alla Mafia”.
    •    Carnevale di Sciacca 2016 (Best Edition in Full-HD).
 

Accanto a questi, molti altri eventi teatrali, comici, culturali e informativi che ci hanno permesso di conoscere persone nuove, raccontare storie diverse, dare spazio a iniziative locali spesso poco visibili.
Ogni diretta esterna era una piccola avventura: montare l’attrezzatura, verificare le connessioni, gestire imprevisti tecnici sul momento, mantenere la calma in voce anche quando qualcosa non andava come previsto.
Ma era proprio in quei momenti che The Youth Radio mostrava la sua vera natura: un progetto giovane, sì, ma capace di lavorare con serietà e rispetto per chi ci affidava il proprio evento.

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2016–2017: tra hotel e microfoni, la scelta più difficile
Nel 2016 la mia vita professionale iniziò a cambiare: entrai nel mondo dell’hotellerie, un settore affascinante, impegnativo, che richiedeva energie, presenza e continuità. Nonostante questo, all’inizio non me la sentivo di chiudere con The Youth Radio. Così, per un periodo, provai a conciliare tutto: giornate in hotel e serate in diretta.
Cambiai gli orari di trasmissione: la diretta si spostò dalle 18 alle 23, cercando di adattarsi alle nuove esigenze lavorative e alle abitudini degli ascoltatori. All’inizio fu anche stimolante: raccontare le giornate dopo il lavoro, mantenere il contatto con i ragazzi, continuare a far vivere la radio nonostante il cambiamento di ritmo. Ma, col tempo, cominciò a diventare molto faticoso.
Arrivavo alla fine delle giornate sfinito, con la sensazione di non riuscire più a dare al progetto l’attenzione e la qualità che meritava.
Nel frattempo, il mondo dell’hotellerie chiedeva sempre di più: nuovi incarichi, nuovi luoghi, fino alla necessità di lasciare definitivamente Sciacca per proseguire il mio percorso professionale.
Fu allora che mi resi conto che era arrivato il momento di prendere una decisione difficile ma onesta.

Agosto 2017: l’ultima diretta e un grazie lungo anni
Nell’agosto 2017 andò in onda l’ultima diretta ufficiale di The Youth Radio. Non fu una chiusura improvvisa, ma il finale consapevole di un percorso intenso: tre anni di trasmissioni, decine di ragazzi coinvolti, centinaia di ore di dirette, tanti errori, ancora più lezioni e una quantità enorme di ricordi.
Chiudere quel capitolo non è stato semplice.
The Youth Radio mi aveva insegnato a coordinare persone, a parlare in pubblico, a gestire una regia, a risolvere problemi tecnici al volo, a progettare contenuti e a costruire relazioni con il territorio. Mi aveva fatto conoscere personalità, associazioni, artisti, istituzioni e soprattutto, tanti giovani che per la prima volta avevano trovato il coraggio di raccontarsi davanti a un microfono.
Se oggi porto con me certe competenze  dal digitale alla comunicazione, dalla gestione dei progetti alla regia  è anche grazie a quella radio nata in una cameretta.


E come ho sempre detto, non potrei concludere questa storia senza dei ringraziamenti:
Alla mia famiglia, che ha creduto in me quando tutto era solo un progetto su dei fogli A3;
A tutti gli speaker e collaboratori, che hanno riempito di voci, risate e idee ogni diretta;
A tutti gli ascoltatori, vicini e lontani, che hanno premuto play e ci hanno fatto sentire che dall’altra parte c’era davvero qualcuno in ascolto.
Perché The Youth Radio, alla fine, è stata questo: un sogno condiviso, trasformato in realtà, che continua a vivere nelle persone che ne hanno fatto parte.

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The Youth Radio... The Revolution Radio!!!


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